Quando scegliere un’agenzia di vigilanza non armata

Quando scegliere un'agenzia di vigilanza non armata

Un’esigenza in forte crescita tra le aziende e alcuni privati è quella di aumentare la sicurezza personale e del proprio patrimonio mobile e immobile. Gli episodi di intrusione e furto in azienda o appartamento continuano a verificarsi con una certa frequenza, soprattutto in determinati periodi dell’anno (in estate o nelle festività) e intorno alle principali città d’Italia. Per risolvere il problema, negli ultimi anni sono nati sul territorio i cosiddetti istituti di sicurezza sussidiaria, che offrono un servizio di vigilanza non armata con l’obiettivo di scoraggiare i malintenzionati. Queste agenzie collaborano maggiormente con altre imprese, ma è in crescita anche la domanda del privato.

Chiedere aiuto a un’agenzia di sicurezza può sembrare eccessivo in alcuni casi o riduttivo in altri. Alcuni preferiscono ancora la soluzione fai da te con sistemi di allarme o videosorveglianza, altri invece chiedono l’intervento di guardie particolari giurate (GPG) in possesso di porto d’armi. Ma allora? Quando va scelta la vigilanza non armata? Facciamo chiarezza in questo articolo.

Cos’è la vigilanza non armata e come si svolge

Facciamo un passo indietro e proviamo a dare una definizione più chiara del servizio. Per vigilanza non armata si intende un’attività di custodia di una zona o un immobile ad opera di un istituto di sicurezza privata con personale disarmato. Viene detta anche “vigilanza passiva” perché la guardia non è equipaggiata con armi di difesa, non è addestrata all’utilizzo e non ha i permessi per poterle usare.

Il profilo di un vigilante non armato è quello di un professionista in divisa, discreto, disponibile, meglio se formato in materia antincendio e di primo soccorso per rispondere prontamente in caso di emergenza. È incaricato di sorvegliare e monitorare il corretto svolgimento di una situazione, di una zona o un’attività, senza dover intervenire direttamente di persona per proteggere o ristabilire la calma. Le mansioni che rientrano nella vigilanza non armata variano a seconda degli accordi stipulati tra agenzia di sicurezza e cliente, in base al genere di servizio erogato dall’istituto e all’esperienza del personale. In generale, però, esistono alcune linee guida di massima, individuate dalla legge (art. 134 T.U.L.P.S.) e dalla giurisprudenza (sentenza n. 2165/2018 del Tribunale di Milano).

In particolare, quest’ultima ha ribadito che il compito della vigilanza non armata consiste nella «segnalazione via radio alle Forze dell’ordine, a mezzo di ricetrasmittenti, di reati contro il patrimonio mobiliare e immobiliare». Un’agenzia di sicurezza che offre una servizio di sorveglianza passiva si occupa quindi di controllare e regolare l’accesso dentro e fuori gli stabili, registrare i visitatori, controllare le entrate secondarie, fornire un servizio di receptionist, perlustrare locali interni o posteggi, vigilare sul materiale, presenziare negli orari di apertura e chiusura di luoghi di lavoro e molto altro. Il tutto però al solo scopo di sorvegliare i beni mobili ed immobili come azione deterrente contro furti e danneggiamenti. In caso di anomalie, il personale ha l’obbligo di avvertire un responsabile, la proprietà del bene da custodire o attivare le forze di polizia autorizzate all’intervento.

Quando scegliere la vigilanza non armata

La sicurezza non armata viene richiesta da privati e aziende che hanno bisogno di un servizio di controllo: guardiano in palazzi, centri commerciali, fiere, eventi, luoghi e situazioni in generale in cui sono richiesti monitoraggio e custodia. Le guardie passive (non armate) fanno in modo che nessun intruso entri in aree riservate, ispezionano i parcheggi, le aree interne e segnalano eventuali anomalie nel caso si verifichino.

A prima vista, però, una guardia sprovvista di un’arma di difesa può rappresentare un grosso punto debole. Per questo quando si valuta il servizio di sicurezza da richiedere spesso ci si sofferma sulla differenza che c’è tra ingaggiare personale non armato o armato. La vigilanza attiva è in realtà un servizio di nicchia, richiesto in contesti in cui la sicurezza personale è a rischio come trasporto valori o piantonamenti antirapina. La maggior parte delle aziende infatti si rivolgono a una agenzia di sicurezza per richiedere un tipo di vigilanza passiva.

Gli studi di settore infatti dimostrano che il possesso di un’arma non è un grosso deterrente per malintenzionati. A fare la differenza è piuttosto la presenza di una figura incaricata alla sorveglianza della zona, in grado di attivare le Forze dell’ordine mandando all’aria il tentativo di irruzione. Inoltre un’attività di vigilanza non armata si avvale comunque di personale altamente qualificato, pronto a, equipaggiato e addestrato per ricoprire mansioni trasversali. Infine, in molti casi, il costo di un servizio di vigilanza passiva è inferiore a quello della vigilanza attiva, a parità di efficacia.

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